Borse di Ricerca presso il Parco Archeologico di Paestum

Borse di Ricerca presso il Parco Archeologico di Paestum

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Il Parco Archeologico di Paestum è il primo museo statale in Italia ad aver bandito due borse di ricerca, destinate a giovani archeologi, finalizzate allo scavo stratigrafico.” dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel ai giornalisti che ha incontrato a Salerno per una conferenza stampa. “E’ un dato che ci rende orgogliosi, in quanto conferma il corso innovativo di Paestum quale espressione di un territorio di eccellenza nel settore dei beni culturali, della ricerca – si pensi all’Ateneo salernitano posizionato in alto nelle classifiche internazionali – e della trasmissione di conoscenze.
Ma c’è un motivo ulteriore per essere orgogliosi: in questo percorso il Parco Archeologico si è potuto avvalere del supporto di un’azienda salernitana di antica tradizione, il Pastificio Antonio Amato, che si è fatta carico del corrispettivo delle borse per la durata di tre anni, per un importo totale di 45mila Euro. La sinergia tra impresa e settore pubblico difficilmente potrebbe trovare una espressione migliore, considerato che è un progetto di particolare importanza.
Chi oggi visita il sito archeologico di Paestum, vede sostanzialmente una città romana, con strutture risalenti a un periodo che va dal III sec. a.C. fino all’età tardo-antica. Nel mezzo di questa città, ancora leggibile per quanto riguarda spazi pubblici (il foro) e privati (le case ad atrio e a peristilio), sorgono i tre grandi templi dorici, costruiti alcuni secoli prima dagli abitanti greci di Poseidonia-Paestum, ovvero tra VI e V sec. a.C. Vediamo dunque, a Paestum, la simultaneità del non simultaneo: un problema di carattere scientifico e uno di fruizione e didattica. Per quest’ultimo aspetto, molti visitatori fanno fatica a distinguere periodi e fasi, percepire la stratificazione del tempo nei monumenti, cosa che per noi archeologi è ovvia.

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Borse di Ricerca

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