Chiusura della Metropolitana di Salerno: Il Governo si chiama fuori

Chiusura della Metropolitana di Salerno: Il Governo si chiama fuori

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Il sottosegretario Del Basso de Caro: «La vicenda riguarda la Regione Campania». E il Tar dice no al Comune che chiedeva il ripristino del mutuo per prolungarla

Metropolitana di Salerno: il Governo si chiama fuori. Almeno questo è quanto si capisce dalle dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario ai Trasporti, il campano Umberto Del Basso de Caro, al margine di un convegno venerdì sera a Napoli.

«La chiusura della metropolitana di Salerno – ha detto il sottosegretario – è una vicenda che, per la verità, riguarda la Regione non lo Stato centrale. Certo mi pare ben strano che vengano date risorse e poi venga chiuso il servizio dal 31 di marzo. Io spero che vengano date ulteriori risorse – il Comune di Salerno ce ne ha messe anche di proprie – e che il servizio venga ripreso assolutamente».

Umberto Del Basso de Caro è entrato anche nel merito della polemica tra Regione e Comune di Salerno. Come è noto il Comune ha fatto affiggere dei manifesti in città in cui definisce la chiusura della metropolitana un atto di delinquenza politica della Regione. «A me sembra – ha commentato il sottosegretario di Stato ai Trasporti – un argomento forte quello adoperato dall’amministrazione comunale di Salerno, magari con toni anche in asse con il sindaco che è sempre battagliero, però francamente mi pare che abbia ragione».

Sulla vicenda, sempre a margine dello stesso convegno,è intervenuto pure l’eurodeputato Andrea Cozzolino. «La chiusura della metropolitana di salerno – ha detto l’esponenete del partito democratico – è uno dei paradossi di questa amministrazione regionale. Si fa un gran lavoro per completare e aprire la metropolitana di Salerno e poi non si danno le risorse necessarie per tenere aperto l’esercizio.

Per Cozzolino si è dato «uno schiaffo a migliaia di cittadini che hanno atteso anni la realizzazione di questa importante opera e che ora, dopo averla vista realizzata, sono stati privati del servizio e non ne possono usufruire. È davvero da irresponsabili – ha concluso l’eurodeputato del Pd – fare tutto questo. Mi auguro che la Giunta regionale possa prendere tutti i provvedimenti necessari e fornire le risorse utili per riaprire la metropolitana».

Intanto, sempre in tema di metropolitana sono stati resi noti i motivi della sentenza con cui il Tar di Salerno ha respinto il ricorso presentato dal Comune, che aveva chiesto l’annullamento del decreto con il quale il 9 febbraio del 2011 il ministro dell’Economia delle Finanze revocò il mutuo acceso dal Comune con la Cassa Depositi e Prestiti per un importo di 16,5 milioni di euro, destinati a finanziare il prolungamento della metropolitana, dalla stazione stadio Arechi fino alla stazione ferroviaria di Pontecagnano.Il mutuo era stato sottoscritto il 28 dicembre del 2005 e prevedeva oneri di ammortamento a carico dello Stato ed oneri di pre ammortamento a carico del Comune, a decorerre da gennaio 2006 e fino al 31 dicembre del 2020. Il 31 maggio del 201, però, il decreto legge 78, convertito nella legge 122 del 30 luglio 2010, ha previsto la revoca di tutti i mutui non erogati. Nel ricorso al Tar il Comune sosteneva che la revoca non doveva intendersi come automatica; che il 23 aprile 2009 aveva chiesto un’anticipazione di 706mila euro e che solo per un atteggiamento dilatorio della Cassa depositi e prestiti non era stata erogata. I mutui che avevano usufruito di anticipazioni, infatti, non potevano essere revocati. Il Tar ha sentenziato che non c’è stata alcun atteggiamento dilatorio e che il Comune non ebbe l’anticipazione in quanto la documentazione era priva dell’autocerticazione che attestava le spese eseguite da Rfi per la progettazione definitiva.

Via lacittadisalerno.it

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