CRESCONO LE FATTORIE BIOLOGICHE SOCIALI: UN MIX DI LAVORO, AMBIENTE E SOLIDARIETA’

CRESCONO LE FATTORIE BIOLOGICHE SOCIALI: UN MIX DI LAVORO, AMBIENTE E SOLIDARIETA’

0 359

In tempi di crisi, le fattorie biologiche sociali si dimostrano vincenti, offrendo lavoro a persone svantaggiate ma anche a chiunque volesse fare il contadino per qualche mese, imparando un altro mestiere e rigenerandosi a contatto con la natura.

Nel nostro Paese sono circa un migliaio le aziende che si occupano di agricoltura sociale con attività di reinserimento di persone svantaggiate attraverso l’impiego in mansioni collegate al settore agrituristico e all’ambiente rurale – a sostegno in particolare della disabilità mentale (32%) e della disabilità fisica (19%) – o attività di riabilitazione di detenuti o ex detenuti (12,5%).

Le attività più diffuse sono: coltivazione o allevamento (38%), ortoterapia (23%), pet therapy (7%), florovivaismo (5%).

La convinzione di base è che la stessa conoscenza dei processi del lavoro agricolo e la comprensione dei ritmi della campagna possano essere un’occasione terapeutica.

E questo non vale solo per le fasce deboli della popolazione ma anche per chi ha bisogno di rigenerarsi a contatto con la natura attraverso un mestiere diverso da quello che svolge abitualmente: i cosiddetti “contadini per passione” che si improvvisano agricoltori per alcuni limitati periodi dell’anno. Il fenomeno è molto cresciuto negli ultimi anni. In Emilia Romagna sono 54 le fattorie disposte a ospitare i contadini stagionali, che si mettono al servizio dei campi delle aziende biologiche gratuitamente in cambio di vitto e alloggio.

Ad organizzare il tutto è WwoofItalia,  che fornisce a viaggiatori e aziende una tessera associativa per il lavoro volontario nelle fattorie con la copertura assicurativa per gli infortuni e la responsabilità civile.

Ma le fattorie sociali sono anche un modo per promuovere la legalità. Dalle fattorie gestite da Libera Terra, per esempio, sorte su terreni confiscati alle mafie, provengono diversi prodotti che si possono ormai trovare su tutti gli scaffali delle principali catene della grande distribuzione. Si va dai pacchi di pasta di grano duro prodotto sulle ex-proprietà di Brusca e Riina, all’olio extravergine proveniente dai terreni sequestrati in Calabria ai Mammoliti e Piromalli, dal vino Centopassi prodotto nel corleonese ai pomodorini secchi, le friselline e i tarallini prodotti sugli ex terreni della Sacra Corona Unita.

 

Nessun commento

Lascia un commento