“Free education” :E’ possibile?

“Free education” :E’ possibile?

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Ogni giorno studiare diventa sempre di più un lusso, quando dovrebbe essere un diritto.

I costi sono spesso insostenibili e molti giovani abbandonano gli studi universitari proprio perché non possono permetterselo.

“Con la proposta di Free education, vogliamo che l’istruzione e la cultura siano gratuite e di qualità per far fronte alle disuguaglianze e per portare avanti la nostra idea di sviluppo del Paese” ha detto a Iostudionews Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza.

Per quanto riguarda la tassazione universitaria, l’Italia è al terzo posto nella classifica europea con una media di 1.100 euro l’anno per studente e con solo l’11,5 per cento di studenti esentati mentre in Spagna sono il 30 per cento, in Francia il 35 per cento e in Germania la tassazione è addirittura inesistente.

E le tasse non sono l’unica spesa che uno studente deve sostenere quando affronta un corso di studi universitario: vanno considerate anche le spese di trasporto per i pendolari, quelle di affitto per i fuorisede e quelle per i testi universitari.

Prima di formulare la proposta, i ragazzi di Rete della Conoscenza hanno calcolato quanto si trova a spendere ogni anno un ragazzo romano con Isee di 24mila euro per gli studi: 13.620 euro che moltiplicati per la durata di una laurea triennale ammontano a 40.860 euro.

“Aver considerato l’istruzione e la cultura come costi privati e non come investimenti pubblici – ha spiegato Laterza – ha fatto sì che il sistema formativo invece di avere un ruolo determinante nell’eliminazione delle disuguaglianze di reddito, territoriali e di provenienza culturale ha contribuito a riprodurle e, allora, la nostra soluzione è garantire a tutti un’istruzione e una cultura di qualità, innanzitutto rendendole gratuite”.

Una scelta di rottura rispetto all’attuale sistema formativo e culturale, una alternativa radicale a un meccanismo vecchio, inefficiente ed escludente che produce disuguaglianze e arretramento sul terreno dell’innovazione e dello sviluppo.

Le prime cinque proposte, applicabili da subito, riguardano innanzitutto “una tassazione veramente progressiva e una seria lotta alla grande evasione ed elusione fiscale. Inoltre – come ha spiegato il portavoce della Rete della Conoscenza – si potrebbe disinvestire sull’acquisto di armi e sulla progettazione e la realizzazione di grandi opere inutili per investire, invece, sulla formazione e la cultura; non dare finanziamenti pubblici alle scuole private, rendere gratuito per gli studenti il patrimonio museale e archeologico statale e rivedere anche la normativa sul diritto d’autore almeno per quanto riguarda i testi universitari”.

Hanno aderito alla proposta di Free Education anche le oltre quarantotto organizzazioni della società civile che già dal 1999 si sono unite nella campagna Sbilanciamoci! per impegnarsi a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo.

“Un Paese che non garantisce a tutti il diritto all’istruzione non ha futuro, come il nostro che – ha commentato Grazia Naletto, portavoce di Sbilanciamoci! – racconta di un tasso di abbandono scolastico sempre in crescita, della diminuzione degli iscritti all’Università e dei livelli di spesa più bassi in Europa per istruzione e cultura. Ma l’istruzione non è un privilegio, è un diritto che deve essere garantito a tutti e noi – ha concluso – abbiamo aderito a Free education proprio per dimostrare che questo è possibile”.

fonte iostudionews.it

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