Il Cilento al Festival di Cannes con l’agropolese Andrea Cedrola

Il Cilento al Festival di Cannes con l’agropolese Andrea Cedrola

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La triste adolescenza di Davide, un ragazzo effeminato che a quattordici anni fu cacciato di casa dai genitori che non accettavano la sua diversità, porta un po’ di Cilento al 63° Festival del cinema di Cannes. La storia, raccontata nel film «Più buio di mezzanotte», opera prima del regista catanese Sebastiano Riso, è stata infatti sceneggiata da Andrea Cedrola, scrittore agropolese, in collaborazione con Stefano Grasso. La pellicola parteciperà all’importante rassegna in rappresentanza dell’italia nella sezione «Semaine de la Critique», dopo aver conquistato il direttore artistico del festival francese Charles Tesson.

Il film è distribuito dall’Istituto Luce e ha nel suo cast Davide Capone e Lucia Sardo con Pippo Delbono, Carla Amodeo, Giovanni Giulizia, Gabriele Mannino e Rosario Raineri e si avvale della partecipazione straordinaria di Fabio Grossi e Micaela Ramazzotti. Un gruppo di attori importante messo insieme dagli autori dopo anni di lavoro, intoppi burocratici, tira e molla e delusioni; tra produttori mai realmente interessati e sponsor che promettevano ma non davano. Soltanto dopo tre lunghi anni, durante i quali Riso, Grasso e Cedrola non si sono mai arresi, l’opera è venuta alla luce riscuotendo immediatamente un buon successo. «Sono scioccato e felicissimo anche perché si tratta del lungometraggio d’esordio», spiega su Facebook un soddisfatto Andrea Cedrola, che da anni risiede a Roma ma non dimentica Agropoli, lì dove è iniziata la sua passione per la sceneggiatura. «Mia madre sostiene con forza che la prima esperienza da sceneggiatore risalga al 1984 – ha raccontato Cedrola in un’intervista rilasciata ad Infoagropoli lo scorso anno – quando a tre anni mangiai la sabbia pur di farmi portar via dalla spiaggia, ad appena mezz’ora dal nostro arrivo. I miei genitori avevano pagato l’ombrellone per tutta la giornata. Per loro fu la prima delusione e per me l’inconsapevole tentativo di narrativizzare un capriccio da figlio unico».

Per il 33enne scrittore agropolese la partecipazione al Festival di Cannes rappresenta un nuovo successo lavorativo dopo quello ottenuto grazie al romanzo «La Collina», pubblicato lo scorso febbraio dalla Fandango Libri e scritto a quattro mani con Andrea Delogu. Anche in quest’opera si affronta un importante tema sociale come la tossicodipendenza.

Via InfoAgropoli

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