Il mio nome è Nao e sono il robot che sogna di...

Il mio nome è Nao e sono il robot che sogna di lavorare come badante

0 61

Ha ballato il Gioca jouer e altre danze scatenandosi manco fosse Gianluca Vacchi al culmine dell’esibizionismo tersicoreo. Poi ha salutato i bambini, che lo scrutavano con occhi sbarrati per la meraviglia, e persino dialogato con loro attraverso una vocina metallica ma chiara. Nao, il robot umanoide «figlio» del corso di laurea di Ingegneria Informatica magistrale dell’Università di Salerno, è stato a Fisciano il grande protagonista di «Bimbi e bimbe in ateneo» , l’iniziativa il cui obiettivo era mostrare ai figli il posto dove lavorano i genitori.

fonte: corrieredelmezzogiorno

Nessun commento

Lascia un commento