Lavoro autonomo

Lavoro autonomo

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L’attività del lavoratore autonomo è disciplinata dall’art. 2222 del codice civile.

Il lavoratore autonomo per definizione è inteso come una persona che si obbliga, attraverso un contratto, a compiere un’opera o un servizio a favore di un’altra persona, definita committente, che a sua volta si impegna a pagare il lavoratore autonomo per l’attività svolta.

Bisogna innanzitutto distinguere la figura del Lavoratore Autonomo da quella del Libero Professionista:

Le modalità di svolgimento di un’attività di un lavoratore autonomo sono molteplici :

  • aprire partita iva: la partita iva si apre presso l’Agenzia delle Entrate dichiarando l’inizio della propria attività (entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività). Di seguito verrà attribuito il numero di partita iva e il lavoratore avrà l’obbligo di tenere sempre aggiornati i propri Registri Contabili e di emettere fattura per ogni prestazione effettuata. Il reddito percepito è rappresentato dal compenso decurtato del 20% di iva, dei costi previdenziali e delle spese non detraibili.
  • contratto di prestazione occasionale d’opera: questo tipo di contratto si caratterizza per il requisito dell’unicità della prestazione, la quale può svolgersi in un periodo di tempo più o meno lungo. La sua gestione prevede di emettere una nota di pagamento del compenso prestabilito, assoggettato alla ritenuta d’acconto del 20%. Il lavoratore ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione separata dei collaboratori e pagare i contributi solo se raggiunge un reddito annuo superiore ai 5000 euro.
  • contratto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto: rappresentano le tipologie contrattuali più utilizzate tra coloro che non possiedono la partita iva; l’attività viene svolta in modo unitario e coordinato rispetto alle richieste del cliente, e non è occasionale ma ha continuità nel tempo.
  • diritto d’autore: l’attività fa riferimento a opere dell’ingegno, di scrittura, stesura, invenzioni (sceneggiature, saggi, romanzi, musica, brevetti, ecc.) che non siano collaborazioni continuative, per es. presso giornali o riviste, e che siano prodotte in modo autonomo.

 

Il Libero Professionista  invece si differenzia dal Lavoratore Autonomo per l’obbligo di iscrizione all’ordine professionale di propria competenza. Per iscriversi all’albo sono richiesti i seguenti requisiti:

  • laurea o diploma a seconda delle professioni esercitate;
  • praticantato da uno a tre anni a seconda del titolo di studio conseguito;
  • superamento dell’esame di Stato

Il professionista potrà esercitare la professione solo dopo l’iscrizione all’albo senza ulteriore autorizzazione, ma con l’obbligo di aprire partita iva.

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