Mangiar sano in 7 giorni spendendo poco…possibile?

Mangiar sano in 7 giorni spendendo poco…possibile?

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Centonove franchi a settimana. È il costo per assicurare a due persone sette giorni di alimentazione sana ed equilibrata.

Emerge da uno studio commissionato dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare alla Facoltà di scienze agrarie, forestali e alimentari della Scuola universitaria professionale di Berna, che ha messo a confronto venti persone di diversi nuclei familiari.

Sulla base delle informazioni raccolte sono stati elaborati menù settimanali, alcuni più equilibrati e altri meno, poi controllati e adattati con l’aiuto della piramide alimentare svizzera.

Risultato? Per una coppia i costi di un carrello sano ammontano a circa 109 franchi a settimana, contro i 95 franchi del carrello malsano. Il carrello sano ed equilibrato con prodotti freschi è quindi poco più caro di quello malsano. Una spesa decisamente inferiore anche rispetto ai calcoli dell’Ufficio federale di statistica che per una coppia sotto i 65 anni con un reddito lordo inferiore a 7600 franchi calcola un costo settimanale di 153 franchi per l’acquisto di generi alimentari.
Insomma, un’ulteriore conferma di quanto sia falso sostenere che per cucinare menu rispettosi della salute si debba per forza spendere molto. “Una dieta semplice e sana non è mai costosa – osserva Vanja Ender, dietista con uno studio di rieducazione alimentare a Lugano -.

Se poi si diminuisce il consumo di carne meglio ancora, sia per il borsello che per la salute. Ottimi sostituti sono i legumi, spesso dimenticati”.

Meno carne è un trend sottoscritto anche da numerosi chef pluristellati. Pure di casa nostra (vedi sotto). Mentre la svolta di Alain Ducasse la dice lunga.

Il re della cucina francese ora propone pietanze a base di cereali, pesci, soia, verdure per quanto possibile bio, meglio se coltivate a Versailles, al posto delle tradizionali ricette della “cuisine française”.

Certo, il prezzo resta inavvicinabile.

Ma questo è solo un dettaglio… Fatto è che alla carne sempre più persone dicono no. Benché in Svizzera i vegetariani siano soltanto il 2% della popolazione, crescono coloro che si definiscono flexitariani, un buon 40%: in determinati giorni si astengono di proposito dal consumare brasato, arrosto e cotoletta.

Chiamati anche “demitarian”, dimezzano la quantità di carne consumata al fine di evitare gravi danni all’ambiente. Un motivo che, infatti, spinge molte persone a togliere sempre più spesso la fettina dal piatto, contribuendo a un taglio netto delle emissioni di Co2 legate alla produzione di carne e agli allevamenti intensivi.
Di alimentazione non si parla mai abbastanza. Stando all’Ufficio federale della sicurezza alimentare le conoscenze nutrizionali della popolazione sono spesso incomplete. Ecco perché per molti è impossibile seguire con costanza un’alimentazione sana e a basso costo. Una soluzione potrebbe essere imparare sin da piccoli a conoscere i diversi alimenti, distinguendone i pro e i contro. Benvengano iniziative come quelle dell’Università della Svizzera italiana (vedi a fianco), che spiega ai bambini la complessità e il fascino del senso del gusto.

E per gli adulti che stanno cercando di avvicinarsi a piatti più sani, faticando a distinguere tra prodotti a chilometro zero, biologici o ecosostenibili, in aiuto c’è un’applicazione per la ricerca di prodotti locali inventata da due giovani ticinesi, Cibyò. Un’ottima iniziativa, che s’è aggiudicata il podio della selezione ticinese dello Startups.ch Award 2014.

fonte: www.caffè.ch

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