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Oggi 2 ottobre si celebra la ” Giornata della Nonviolenza 2014″: per ricordare, educare ed agire in nome della cultura della pace

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Oggi, 2 ottobre, nel giorno dell’anniversario di nascita del Mahatma Gandhi, si celebra la Giornata internazionale della nonviolenza, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 15 giugno 2007 e celebrata per la prima volta nell’ ottobre di quell’ anno. Un giorno per ricordare, educare ed agire in nome della cultura della pace, della tolleranza e della giustizia ed in memoria del Mahatma Ghandi, ispiratore dei movimenti per la pace, la giustizia e la libertà di tutto il mondo. È infatti con Gandhi che nasce la nonviolenza moderna: egli è il profeta della politica nonviolenta, strumento collettivo di liberazione e metodo di lotta alternativo alla guerra.

In questo giorno l’ONU ribadisce così “la rilevanza universale del principio della nonviolenza” ed “il desiderio di assicurare una cultura di pace, tolleranza e comprensione “; chiede inoltre a tutti gli Stati Membri di commemorare il 2 ottobre in maniera adeguata così da “divulgare il messaggio della nonviolenza, anche attraverso l’informazione e la consapevolezza pubblica.”

La Nonviolenza consiste nel rifiuto di qualsiasi forma di aggressione, fisica, psicologica e verbale, per raggiungere obiettivi sociali o cambiamenti politici. L’azione non violenta crede nell’importanza della lotta, ma si fonda sulla persuasione che si possa intervenire efficacemente in ambito politico e sociale senza esercitare violenza e abusi di potere. Insieme ai pacifisti, i nonviolenti manifestano per chiedere il disarmo e l’astensione dall’uso della forza. Non solo, adottano la Nonviolenza come principio di esistenza e come metodologia d’azione, come fine ultimo e come mezzo, per citare un principio caro ad Aldo Capitini, padre del pensiero della Nonviolenza in Italia.

Eppure intorno a noi la via della violenza continua a rimanere la più breve e quella più frequentemente praticata per il mantenimento dei rapporti di forza o, viceversa, per il loro sovvertimento. Proprio per ricordarci della banalità della violenza e dell’eccezionalità della sua sospensione, continuiamo quindi ad avere bisogno di circostanze come la Giornata Internazionale della Pace, da poco celebrata, o la Giornata Internazionale della Nonviolenza. Ventiquattro ore durante le quali tutti (individui, gruppi organizzati, istituzioni) sono invitati ad assumersi la responsabilità di un’azione tesa al rispetto dell’altro e al riconoscimento dei diritti umani fondamentali.

In questa Giornata Internazionale della Non-Violenza, commemoriamo la filosofia del tardo Mahatma Gandhi, che con il suo esempio ha dimostrato che le proteste pacifiche potrebbero fare molto più delle aggressioni militari. I principi sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata nel 1948, l’anno della morte di Gandhi, devono molto alle sue convinzioni. Dobbiamo promuovere una cultura di pace, costruita sul dialogo e la comprensione, per vivere insieme in armonia, nel rispetto e celebrare la ricchezza della diversità dell’umanità. Non c’è più grande strumento di formazione per migliorare la dignità umana, promuovere una cultura della non-violenza, e costruire una pace duratura. Attraverso l’educazione, siamo in grado di stabilire nuovi modi di vivere con gli altri e il pianeta. L’istruzione può anche gettare le basi per lo sviluppo di nuove forme di cittadinanza globale e di solidarietà che sono così essenziali nel mondo di oggi. In questa Giornata, invito tutte le persone a contrastare le forze di intolleranza, promuovere la cittadinanza globale e creare solidarietà umana basata sulla filosofia del Mahatma Gandhi della non-violenza.” Questo il messaggio del Segretario Generale Ban Ki-moon per la Giornata odierna.

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