Si celebra oggi Giornata contro la pena di morte 2014: per il...

Si celebra oggi Giornata contro la pena di morte 2014: per il rafforzamento e progressivo sviluppo dei diritti umani

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Oggi, 10 ottobre, si celebra la Giornata mondiale contro la pena di morte, ricorrenza istituita nel 2003 su iniziativa dalla Coalizione mondiale contro la pena di morte, che riunisce organizzazioni internazionali non governative (ONG), ordini degli avvocati, sindacati e governi locali di tutto il mondo. Fondata da organizzazioni che hanno partecipato al primo Congresso internazionale contro la pena di morte (Strasburgo, 2001), la Coalizione ha lo scopo di favorire la creazione di coalizioni nazionali, l’organizzazione di iniziative comuni e il coordinamento degli sforzi internazionale per sensibilizzare gli Stati che ancora mantengono la pena di morte.

In particolare, la 12 ° Giornata mondiale contro la pena di morte si concentra sulla condizione dipersone con problemi di salute mentale a rischio di condanna o esecuzione. Si sta discutendo quindi sugli attuali standard internazionali circa l’applicazione dei diritti umani fondamentali, tra cui il l’applicabilità o meno della pena di morte in caso di persone con malattie mentali o disabilità intellettuali conclamate. Il fatto stesso, inoltre, di trovarsi di fronte a tale possibilità, apre un’ulteriore spunto di riflessione circa il fallimento della società di fornire un’adeguata assistenza e sostegno alle persone con malattie mentali e disabilità intellettive, le quali, in generale, presentano un rischio più elevato di manifestare azioni/reazioni violente.

Ad oggi, sempre più Stati hanno riconosciuto la pena di morte come lesiva della dignità umana e concordano nel ritenere che la sua abolizione contribuisca al rafforzamento e progressivo sviluppo dei diritti umani. L’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, coerentemente al mandato di promozione e protezione di tutti i diritti umani, sostiene l’abolizione universale della pena di morte, mentre l’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite sostiene questa posizione in ragione della natura fondamentale del diritto alla vita; l’inaccettabile rischio di esecuzioni a danno di persone innocenti e l’assenza di prova del fatto che la pena di morte serva come deterrente al crimine. In linea con le risoluzioni dell’Assemblea Generale si chiede quindi a gran voce di rispettare le norme internazionali che tutelano i diritti di coloro che rischiano la pena di morte, di limitarne progressivamente l’uso e la riduzione del numero dei reati punibili con essa.

Dal 2003, ogni 10 ottobre, la Coalizione mondiale contro la pena di morte invita le Ong, le reti, gli attivisti e le organizzazioni abolizioniste di tutto il mondo a mobilitarsi contro questa pratica “crudele e disumana”. La Giornata odierna diviene così fondamentale momento per riflette sui successi ottenuti e sui passi ancora da compiere.

Nel 2013, Amnesty International ritiene esser state eseguite condanne a morte in 22 paesi. La maggioranza delle esecuzioni, tuttavia, è avvenuta in soli sei paesi: Cina, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Stati Uniti d’America e Somalia. 57, invece, le sentenze capitali emesse, dato che fa registrare per il terzo anno consecutivo un significativo calo: nel 2010 furono 67; nel 2011, 63 e nel 2012, 58.

98 i paesi che hanno abolito la pena di morte per tutti reati, molti di più degli 80 che si contavano nel 2003; mentre, in totale, 140 sono i paesi abolizionisti per legge o nella pratica (de facto). Alla tendenza mondiale verso l’abolizione della pena di morte si dissocia però la Cina, dove la pena di morte è considerata segreto di stato e per la quale non si dispone quindi di dati affidabili (anche se la Corte suprema del popolo ha recentemente emesso nuove linee guida allo scopo di garantire una maggiore tutela delle procedure nei casi di pena capitale).

Nel 2013 nessuna condanna a morte è stata eseguita inoltre in Europa e Asia Centrale ed emendamenti alla costituzione e alle leggi nazionali in diversi paesi dell’Africa Occidentale hanno creato opportunità concrete per l’abolizione della pena di morte anche in queste zone. Per la prima volta da quando Amnesty International ha cominciato a registrare i dati sulla pena capitale, non si sono poi registrati prigionieri nel braccio della morte a Grenada, in Guatemala e a Saint Lucia.

Questi i numeri riportati dal rapporto sulla pena di morte 2014:

Esecuzioni nel 2013: Afghanistan (2), Autorità Palestinese 5 (3+, da Hamas, amministrazione de facto a Gaza), Arabia Saudita (79+), Bangladesh (2), Botswana (1), Cina (+), Corea del Nord (+), Giappone (8), India (1), Indonesia (5), Iran (369+), Iraq (169+), Kuwait (5), Malesia (2+), Nigeria (4), Somalia (34+; 15+ dal Governo federale di transizione e 19+ nel Puntland), Stati Uniti d’America (39), Sudan (21+), Sudan del Sud (4+), Taiwan (6), Vietnam (7+), Yemen (13+). Per un totale di almeno 778 esecuzioni.

Paesi mantenitori: 58

AFRICA SUBSAHARIANA 15 paesi: Botswana; Ciad; Comore; Etiopia; Gambia; Guinea; Guinea Equatoriale; Lesotho; Fucilazione; Nigeria; Repubblica Democratica del Congo; Somalia; Sudan; Sudan del Sud; Uganda; Zimbabwe;

AMERICHE 14 paesi: Antigua e Barbuda; Bahamas; Barbados; Belize; Cuba; Dominica; Giamaica; Guatemala; Guyana; Saint Kitts e Nevis; Saint Lucia; Saint Vincent e Grenadine; Stati Uniti d’America; Trinidad e Tobago;

ASIA E PACIFICO 13 paesi: Afghanistan; Bangladesh; Cina; Corea del Nord; Giappone; India; Indonesia; Malesia; Pakistan; Singapore; Taiwan; Thailandia; Vietnam;

EUROPA 1 paese: Bielorussia

MEDIO ORIENTE E AFRICA DEL NORD 15 paesi e territori: Arabia Saudita; Autorità Palestinese; Bahrain; Egitto; Emirati Arabi Uniti; Giordania; Iran; Iraq; Kuwait; Libano; Libia; Oman; Qatar; Siria; Yemen.

In vista di questi numeri, “Abolire la pena di morte nel mondo entro il 2015” è quindi l’appello lanciato dal presidente della Confederazione svizzera, Didier Burkhalter, durante la 69ma assemblea generale delle Nazioni Unite, tenutasi lo scorso settembre: “In molti paesi, un centinaio, questo risultato è stato raggiunto – ha dichiarato Burkhalter – grazie al lavoro infaticabile di personalità fuori dal comune che si sono adoperate per la visione di un mondo migliore. Si tratta di politici, giudici, artisti capi religiosi e filosofi. Ora tocca a ciascuno di noi prendere in mano questa fiaccola per far avanzare il grande progetto dell’umanità che è l’abolizione universale della pena di morte.”

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